L’Arbitro Bancario Finanziario finalmente chiarisce come vanno calcolati gli interessi sulle rate sospese (Decisione n. 3257 del 14 giugno 2013 ABF)

Un’altra vittoria dei mutuatari contro le prassi inaccettabili delle banche.

Ma cerchiamo di comprendere meglio la tematica:

Quali sono le procedure che si possono attivare per ottenere la sospensione del mutuo?  

1) Ricorso al Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa (di cui all’art. 2 comma 475 e successivi della legge n. 244 del 2007).
Il Fondo consente ai mutuatari, con un reddito Isee non superiore a 30.000 euro, di presentare alla banca che ha erogato il mutuo per l’acquisto della prima casa, di importo non superiore a 250.000 euro, la richiesta di sospensione del pagamento dell’intera rata fino ad un massimo di due volte, per complessivi 18 mesi, al verificarsi dei seguenti eventi occorsi negli ultimi 3 anni: morte, handicap grave o condizione di non autosufficienza, perdita del posto di lavoro a tempo determinato o indeterminato o dei rapporti lavorativi di cui all’art. 409 del cpc.

2) Ricorso al “Piano Famiglia” del 2009, fatto proprio il 30 luglio del 2012 dall’Accordo ABI – Associazioni dei Consumatori.

Tale iniziativa prevede la sospensione del rimborso delle rate di mutuo per almeno 12 mesi:

• per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale, anche di quelli oggetto di operazioni di cartolarizzazione;
• nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui che hanno subito o subiscono nel periodo 2009 – 2012 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).

3) Ricorso a sospensioni disposte per legge, come quelle previste in occasione dei terremoti dell’Abruzzo, o dell’Emilia.

Cosa succede in caso di sospensione del mutuo?

Il mutuatario sospende il pagamento delle rate del mutuo per tutta la durata della sospensione. Tuttavia alla ripresa dei pagamenti la banca applicherà gli interessi anche sulle rate sospese, che in parte gravano sul mutuatario. La prassi di molte banche è calcolare tali interessi sul debito residuo (cioè sul debito che rimane da pagare) e non sull’importo delle singole rate sospese, generando a carico dei mutuatari il pagamento di interessi spoporzionati.

Tale questione è stata oggetto di chiarimenti da parte dell’Arbitro Bancario Finanziario.

Questione decisa dall’ABF con decisione  N. 3257 del 14 giugno 2013 (collegio di Roma)

Un mutuatario dell’Aquila in seguito al terremoto aprile 2009, decide di sospendere il pagamento delle rate del mutuo ventennale di 60.000 euro a tasso fisso del 4,59% in virtù del d.l. n. 39/2009, conv. in l. 2009, n. 77. Il mutuo rimane sospeso grazie anche alle proroghe decise dal governo fino al 05/07/2010, alla ripresa dei pagamenti regolari delle rate la banca gli comunica che avrebbero prelevato gli interessi maturati nel periodo di sospensione, quantificati in euro 2.481,03 che corrisponde all’interesse contrattuale (4,59%), applicato al capitale residuo (che risultava essere di euro 46.330,66).

A fronte della sospensione del pagamento di rate per euro 5.355,00, il mutuatario si vede chiedere 2.481 euro di interesse. Il mutuatario sostiene di non essere stato messo al corrente che nel periodo di sospensione sarebbero maturati gli interessi sull’intero capitale residuo e che se lo avesse saputo avrebbe rinunciato alla sospensione del mutuo e avrebbe chiesto un prestito di 5000 euro ad un’altra banca.

l’ABF accoglie il ricorso del mutuatario con la seguente decisione:

Poichè gli interessi “di sospensione” si aggiungono a quelli contrattuali, già calcolati secondo il piano di ammortamento, gli stessi devono essere calcolati sull’importo delle sole rate venute a scadenza nel periodo di sospensione e non sull’intero capitale residuo, come invece vorrebbe la banca.

Nel caso in esame, alla luce di quanto deciso dal Collegio dell’ ABF, calcolando gli interessi sulle sole quote capitale non pagate nel periodo di 14 mesi di sospensione del mutuo, il mutuatario è tenuto a versare alla banca circa 84 euro di interessi, che è una cifra ben lontana dai 2.481 richiesti.

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